Ci sono sempre porte
Aforisma dell’autore: “Non tutte sono apribili. Sono le ultime protezioni della nostra mente.”
In quest’opera, Gennaro Corbi indaga il concetto di soglia come spazio mentale e simbolico, costruendo una composizione essenziale in cui la porta diventa metafora dell’interiorità e dei suoi limiti.
La superficie pittorica, materica e stratificata, richiama una dimensione di memoria e tempo, suggerendo che ogni accesso è il risultato di un accumulo di esperienze. La presenza isolata della serratura introduce un elemento di tensione: non tanto un invito all’apertura, quanto la consapevolezza di una possibile, ma non garantita, accessibilità.
“Non tutte sono apribili. Sono le ultime protezioni della nostra mente” orienta la lettura verso una riflessione sulla psychological space e sulle strutture difensive dell’individuo. La porta si configura così come una inner architecture, un dispositivo che regola il confine tra ciò che può essere condiviso e ciò che resta irriducibilmente privato.
Il contrasto tra il campo neutro e la banda scura amplifica la dialettica tra visibile e invisibile, tra apertura e chiusura. Corbi traduce questa tensione in un linguaggio visivo ridotto ma incisivo, dove ogni elemento contribuisce a costruire un equilibrio precario.
L’opera si colloca in una ricerca che attraversa i temi di identity, protection e introspection, restituendo un’immagine sospesa in cui la soglia non è attraversata, ma riconosciuta come limite necessario e spazio di definizione del sé.
1.400,00 €
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