I soliti tabernacoli
Aforisma dell’autore: “Chi sono i destinatari degli ex voto?”
In quest’opera, Gennaro Corbi costruisce una scena raccolta e silenziosa, simile a un tabernacolo contemporaneo, dove oggetti simbolici si dispongono come presenze sospese tra sacro e quotidiano. La struttura architettonica accoglie forme riconoscibili—un piede, una mano, un cuore—richiami evidenti alla tradizione degli ex voto, ma privati di ogni contesto narrativo esplicito.
“Chi sono i destinatari degli ex voto?” introduce una frattura critica all’interno dell’immagine. L’opera non celebra il gesto devozionale, ma lo interroga, spostando l’attenzione dal dono al destinatario, dalla fede al dubbio. A chi sono rivolti questi oggetti? A una divinità, a una speranza, o forse a un vuoto che chiede di essere colmato?
La materia pittorica, densa e stratificata, rafforza questa ambiguità. Le superfici consumate e i toni terrosi suggeriscono il passare del tempo, come se questi simboli fossero stati lasciati, dimenticati o sospesi in un luogo senza risposta.
Corbi trasforma così il linguaggio tradizionale dell’ex voto in una riflessione contemporanea sulla fede e sulla necessità umana di attribuire significato al dolore e alla richiesta. L’opera non offre soluzioni, ma apre uno spazio di interrogazione, dove il sacro diventa esperienza intima e incerta.
1.400,00 €
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