Tracce di uno sbarco
Aforisma dell’autore: “Piuttosto tristi, tracce di speranze perdute.”
Una superficie quasi neutra, attraversata da frammenti dispersi, accoglie ciò che resta di un evento che non si è mai compiuto del tutto. Non c’è narrazione, non c’è ordine: solo tracce, leggere, disorientate, come reliquie senza destino.
Le parole dell’artista — “Piuttosto tristi, tracce di speranze perdute.” — orientano lo sguardo verso una dimensione emotiva sospesa tra attesa e disillusione. Gli elementi disseminati sulla tela appaiono come residui di un approdo mancato: piccoli oggetti, immagini, memorie che non hanno trovato luogo, né compimento.
Corbi costruisce uno spazio che non è né terra né mare, ma una zona intermedia, fragile, dove ogni frammento galleggia senza peso. L’orizzonte scuro, netto, incombe come una soglia chiusa, mentre il campo chiaro sottostante diventa il luogo della dispersione. Qui le speranze non si infrangono con violenza: si dissolvono lentamente, lasciando dietro di sé solo segni deboli, quasi cancellati.
L’opera si configura così come una geografia della perdita: non racconta ciò che è accaduto, ma ciò che non è riuscito ad accadere. E in questa sottrazione risiede la sua forza. Le tracce non testimoniano una presenza, ma un’assenza — quella di possibilità che non hanno trovato forma.
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