Una vecchia leggeva necrologi

Aforisma dell’autore: “Leggere necrologi seduti ad una panchina serve solo a prepararsi per andare altrove.”

 

Una costruzione silenziosa, fatta di superfici sovrapposte e materiali che evocano carta, archivi, memoria, si dispone come una scena trattenuta. Non c’è figura, eppure la presenza umana è implicita, quasi inevitabile: qualcuno ha letto, qualcuno ha atteso, qualcuno si prepara.

Le parole dell’artista — “Leggere necrologi seduti ad una panchina serve solo a prepararsi per andare altrove.” — trasformano l’opera in un tempo sospeso, un momento di passaggio. Il gesto della lettura non è informativo, ma iniziatico: non si tratta di conoscere, ma di prendere coscienza, lentamente, di una direzione.

Corbi costruisce una stratificazione che ricorda archivi consumati, pagine logorate, registri che hanno perso la loro funzione originaria. I necrologi, privati della loro individualità, diventano materia indistinta, memoria collettiva. Non raccontano più vite singole, ma un destino condiviso.

La panchina — suggerita più che rappresentata — diventa il luogo di una sosta necessaria: uno spazio intermedio tra il restare e il partire. L’opera non parla della morte in modo diretto, ma del suo lento avvicinarsi alla coscienza, della sua presenza discreta ma costante.

In questo equilibrio tra materia e silenzio, Corbi restituisce un’immagine che non descrive un evento, ma una condizione: quella di chi, leggendo la fine degli altri, inizia a intravedere la propria traiettoria.

1.400,00 

Tecnica: Tecnica mista su tela
Anno di produzione: 2015
Dimensione: 60x80cm
Profondità: 1,8cm
Incorniciato: No
Certificato:

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