Vuoto di memoria
Aforisma dell’autore: “Sempre e solo per un attimo. Tutto resta nel tempo nella nostra mente.”
Due forme sospese, isolate nel buio, si offrono come apparizioni: una chiara, quasi evanescente; l’altra calda, densa, sedimentata. Tra loro una linea sottile, fragile soglia che non separa soltanto lo spazio, ma il tempo stesso. L’opera si costruisce su questa tensione essenziale: ciò che accade in un istante e ciò che, pur svanendo, rimane.
Le superfici, trattate con una materia che vibra ai margini, suggeriscono l’impossibilità di trattenere pienamente l’esperienza. I contorni non sono mai definitivi: si dissolvono, si disperdono, come ricordi che non riescono a fissarsi del tutto. Eppure, proprio in questa precarietà, qualcosa resiste. Non l’evento, ma la sua traccia.
“Sempre e solo per un attimo. Tutto resta nel tempo nella nostra mente.” diventa allora una dichiarazione poetica e ontologica: l’istante è irrimediabilmente fugace, ma la memoria lo trasforma, lo ricompone, lo altera. Le due forme non sono quindi semplicemente presenza e assenza, ma due stati della stessa esperienza: il vissuto e il ricordato.
Il buio che le circonda non è vuoto, ma spazio mentale. È lì che l’immagine si conserva, si consuma e si rigenera. L’opera non rappresenta il tempo: lo mette in scena nella sua contraddizione più profonda — quella tra perdita e permanenza.
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