Il gigante

“Il Gigante” trae ispirazione da una veduta dall’alto di Milano, con il celebre “Pirellone” che domina la scena. L’edificio si staglia come un colosso, un gigante che impone la sua presenza con prepotenza, irrompendo nel panorama urbano e spezzando la monotonia del paesaggio circostante. 

La verticalità imponente del grattacielo diventa il fulcro della composizione, un simbolo di ambizione e potere che non solo si innalza verso il cielo, ma proietta la sua ombra su ciò che lo circonda, ridimensionando e quasi relegando il resto della città a un ruolo secondario. La tensione tra il gigante e il paesaggio circostante riflette il dualismo tra l’umano e il suo ambiente: l’aspirazione al progresso e alla grandezza, da un lato, e la vulnerabilità della realtà circostante, dall’altro. 

La scelta prospettica, che enfatizza la veduta dall’alto, conferisce al Pirellone un’aura quasi mitica, come se fosse un guardiano silenzioso e imponente della città, ma al tempo stesso un intruso che interrompe l’armonia del contesto urbano. Le tonalità e le pennellate vibranti cercano di catturare questa dualità, esaltando il contrasto tra il dinamismo architettonico dell’edificio e la staticità del paesaggio sottostante. 

“Il Gigante”*non è solo un’interpretazione visiva di un simbolo architettonico, ma anche una riflessione sul rapporto tra l’uomo, il suo desiderio di lasciare un’impronta duratura, e le conseguenze di questa ambizione sullo spazio che abitiamo. L’opera invita lo spettatore a interrogarsi su ciò che viene guadagnato e su ciò che viene oscurato quando un simbolo di potere emerge in un contesto altrimenti uniforme. 

Questo quadro è un omaggio al coraggio visionario della modernità, ma anche un monito sull’equilibrio precario tra creazione e distruzione, luce e ombra, grandezza e solitudine. 

2.100,00 

Tecnica: Olio su tela
Anno di produzione: 2024
Dimensione: 90x100cm
Profondità: 3cm
Incorniciato: No
Certificato:

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