Geometrie variabili
“Geometrie Variabili” rappresenta un’immersione poetica nella trasformazione: la realtà, simile a noi stessi, si configura attraverso equilibri mutevoli, pur restando saldamente ancorata a forme fondamentali che plasmano la nostra esistenza. Quest’opera esplora il connubio tra controllo e libertà, dove la geometria si trasforma in linguaggio dell’anima, traducendo visivamente il dialogo eterno tra stabilità e cambiamento.
In Geometrie Variabili, Antonio Minervini concentra la propria ricerca su una dimensione più essenziale, in cui la complessità si distilla in forme primarie e relazioni calibrate. Come suggeriscono le parole dell’artista, l’opera si configura come una riflessione sulla trasformazione: un equilibrio instabile tra permanenza e mutamento, tra struttura e apertura.
La composizione si articola attorno a pochi elementi fondamentali — il cerchio, il triangolo, la linea — che non si impongono come entità rigide, ma come presenze in dialogo. Il grande disco rosso, centro visivo e simbolico, non è un punto fisso, ma un campo energetico che interagisce con le superfici traslucide e le linee che lo attraversano. Le geometrie si sovrappongono, si sfiorano, si lasciano permeare, suggerendo che ogni forma è sempre in relazione e mai completamente autonoma.
Il fondo scuro, profondo e silenzioso, amplifica questa tensione sottile: è uno spazio di sospensione che accoglie le forme senza immobilizzarle. Le linee nere, oblique e incisive, introducono una dinamica di attraversamento, come se la stabilità fosse costantemente interrogata da una forza che la mette in discussione.
In linea con la poetica di Minervini, l’opera non prevede un orientamento univoco. Può essere collocata a parete in qualsiasi direzione, senza un verso privilegiato. Ogni rotazione altera il rapporto tra gli elementi, ridefinisce i pesi visivi e genera nuovi equilibri. Questa apertura riflette il senso profondo dell’opera: la realtà non è mai definitiva, ma si configura attraverso variazioni continue, pur restando ancorata a strutture essenziali.
Geometrie Variabili si presenta così come un linguaggio visivo che traduce il dialogo tra controllo e libertà, tra ordine e trasformazione, rendendo visibile una condizione che appartiene tanto alla materia quanto all’esperienza umana.
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