blu profondo e reperti archeologici

In Blu profondo e reperti archeologici il colore diventa spazio di immersione e di silenzio. Il grande campo azzurro centrale agisce come una soglia visiva e mentale: non descrive, ma accoglie; non rappresenta, ma trattiene lo sguardo in una dimensione sospesa, quasi meditativa. È un blu che non rimanda al cielo né al mare in modo diretto, bensì a una profondità interiore, a una distanza temporale ed emotiva.

Attorno a questa vasta superficie cromatica si stratificano margini terrosi, opachi, irregolari, che evocano muri, cornici, resti architettonici. In basso e ai lati compaiono frammenti iconografici, veri e propri “reperti” visivi: piccole immagini che sembrano affiorare dal passato come tracce di una memoria culturale e collettiva. Non sono citazioni narrative, ma presenze silenziose, residuali, che dialogano con il vuoto centrale senza mai interromperne la calma.

L’opera mette così in relazione due dimensioni del tempo: da un lato la profondità immobile del colore, dall’altro la fragilità dei segni storici, consumati, parziali. Il blu diventa luogo di attesa, mentre i reperti suggeriscono un’umanità lontana, osservata con rispetto e distanza. In questa tensione tra pieno e frammento, tra astrazione e memoria, il dipinto si configura come uno spazio di riflessione sul passaggio del tempo e sulla persistenza del senso oltre la rovina.

3.900,00 

Tecnica: Tecnica mista su tela
Anno di produzione: 2007
Dimensione: 100x70cm
Profondità: 2cm
Incorniciato: No
Certificato:

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