Armidda
Armidda (così viene chiamata in lingua sarda la pianta di Timo)
Adoro quando ritrovo in uno stesso istante la contrapposizione imperfetta tra forza e fragilità. Succede anche osservando le basse e piccole piante di timo che resistono, aggrappate alla roccia, sferzate dal vento.
S’armidda vive così, decisa e ostinata, donando il suo profumo se sfiorata, come se la sua essenza fosse riservata solo a chi le si avvicina con cura.
Questo pensiero mi riporta alla mente la nostra tradizione, che con forza ha resistito al tempo. In essa l’abito tradizionale è radice e appartenenza, è luogo protetto. Come il timo selvatico, fiorisce e resiste con delicatezza, figlio di una terra millenaria.
Siamo custodi di un’essenza che resiste, come Armidda sulla sua roccia — radicati in un’identità che profuma di appartenenza.
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