Colori – “Rimpianti”
Aforisma dell’autore: “Per la luce, per la terra…anche per vecchie ferite.”
Colori – “Rimpianti” si sviluppa come una meditazione silenziosa sul rapporto tra materia, memoria e trasformazione. In una composizione dominata da tonalità terrose e profonde, Gennaro Corbi costruisce uno spazio che sembra sottrarsi alla dimensione del paesaggio per assumere quella, più intima, dell’esperienza interiore.
La superficie pittorica, segnata da stratificazioni, abrasioni e delicate variazioni tonali, evoca una terra consumata dal tempo, mentre le forme arcuate nella parte inferiore suggeriscono una soglia, una fenditura o una traccia sepolta. Un piccolo frammento di arancio affiora dall’oscurità come un’improvvisa manifestazione di luce, una presenza minima capace di interrompere la compattezza del buio.
Le parole dell’artista — «Per la luce, per la terra… anche per vecchie ferite» — introducono una dimensione esistenziale nella lettura dell’opera. La terra diviene metafora di ciò che trattiene e custodisce, mentre le ferite rappresentano le tracce indelebili del vissuto. La luce, tuttavia, non appare come una forza che cancella il passato, ma come una possibilità di riconoscerlo e attraversarlo.
Nella poetica di Corbi, la riduzione formale e la densità materica convergono in un’immagine di grande concentrazione emotiva. Colori – Rimpianti non racconta una storia compiuta: lascia emergere, nel silenzio della superficie, ciò che il tempo non ha completamente cancellato.
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