Gli specchi non parlano da soli
Aforisma dell’autore: “Ma da qualche parte conservano ricordi.”
Una superficie silenziosa che trattiene ciò che non si vede.
In quest’opera, Gennaro Corbi costruisce un’immagine essenziale e sospesa, in cui pochi elementi bastano a evocare una riflessione profonda su memoria, assenza e traccia. La composizione è dominata da un equilibrio fragile: una fascia scura attraversata da piccoli punti luminosi e, sopra, una forma appena percettibile, quasi uno spazio vuoto che si fa presenza.
I punti di luce sembrano emergere come frammenti di ricordi, intermittenti e distanti, mentre la superficie circostante resta muta, trattenuta. Non c’è narrazione esplicita, ma una tensione sottile tra ciò che appare e ciò che rimane nascosto.
La frase dell’artista—“Ma da qualche parte conservano ricordi”—orienta lo sguardo verso una dimensione interiore: i ricordi non sono visibili, ma persistono, depositati in luoghi indefiniti, forse dentro di noi, forse nelle cose. L’opera suggerisce che anche il vuoto, anche il silenzio, possono essere contenitori di memoria.
La materia pittorica, ridotta e controllata, rafforza questa sensazione di sospensione. Corbi non rappresenta il ricordo, ma ne evoca la condizione: fragile, intermittente, mai del tutto accessibile.
Il lavoro si inserisce in una ricerca che indaga memory, absence e perception, offrendo un’immagine intima e contemplativa, capace di parlare in modo diretto e silenzioso allo spettatore.
1.600,00 €
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