I pastelli di mia madre

Aforisma dell’autore: “Me li regalò per la mia prima vittoria; ne avrei avuto bisogno per le mie sconfitte.”

 

In I pastelli di mia madre, Gennaro Corbi trasforma un ricordo privato in una riflessione universale sul valore affettivo degli oggetti. La composizione si costruisce attorno a una forma essenziale, quasi architettonica, che custodisce al proprio interno una traccia luminosa e dorata: un nucleo di memoria che resiste all’oscurità del tempo.

L’opera nasce da un gesto semplice — il dono di alcuni pastelli da parte della madre — ma ne supera rapidamente la dimensione autobiografica. Quei colori, ricevuti come premio per una vittoria, assumono col passare degli anni un significato diverso. Non rappresentano più il successo, bensì la protezione, il conforto e la presenza che si vorrebbe ritrovare nei momenti di fragilità.

La superficie stratificata e consumata suggerisce il lavoro incessante della memoria: ciò che è stato vissuto non rimane intatto, ma si deposita nella coscienza come una traccia che continua a generare senso. La luce dorata, trattenuta all’interno della struttura centrale, appare come un ricordo custodito gelosamente, una forma di calore che il tempo non è riuscito a spegnere.

Corbi ci ricorda che alcuni doni acquistano il loro vero significato solo molti anni dopo, quando comprendiamo che il loro valore non era nell’oggetto ricevuto, ma nell’amore che contenevano.

1.500,00 

Tecnica: Tecnica mista su tela
Anno di produzione: 2016
Dimensione: 60x80cm
Profondità: 2cm
Incorniciato: No
Certificato:

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