I pensieri di Iolanda
Aforisma dell’autore: “Ed io non li conoscerò mai.”
In quest’opera, Gennaro Corbi concentra lo sguardo su una forma centrale fragile e complessa, un nucleo organico fatto di segni, tracce e frammenti che sembrano emergere da una materia silenziosa. È un’immagine che richiama una presenza, ma che al tempo stesso ne testimonia l’assenza.
“Ed io non li conoscerò mai” introduce una riflessione sul limite della conoscenza e sulla distanza che separa ogni individuo da ciò che resta invisibile, irraggiungibile. I piccoli inserti cartacei, quasi reliquie di identità sconosciute, suggeriscono storie interrotte, nomi mai incontrati, vite che sfiorano la nostra senza mai rivelarsi.
La composizione, sospesa in uno spazio neutro e rarefatto, amplifica questa condizione di isolamento. Le forme scure, taglienti e frammentarie, attraversano il campo visivo come segni di discontinuità, interrompendo ogni possibilità di ricomposizione completa.
Corbi costruisce così un’immagine della memoria incompleta, dove ciò che manca diventa protagonista. L’opera non cerca risposte, ma rende visibile la consapevolezza di un’assenza inevitabile: quella di tutte le storie che non ci sarà dato conoscere.
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