il mondo di mezzo
In questa opera Carlo Bazzoni abbandona la rarefazione per confrontarsi con una pittura più densa, stratificata, quasi muraria. La superficie si presenta come un campo di tensioni, dove il colore non si limita a costruire forme ma diventa traccia, deposito, memoria del gesto. Le campiture si sovrappongono senza annullarsi, lasciando affiorare segni, abrasioni e ripensamenti.
La composizione è scandita da una struttura centrale che agisce come fulcro visivo e simbolico: non un’immagine da decifrare, ma un varco, una presenza che trattiene lo sguardo. Intorno, il colore si espande in modo irregolare, alternando zone di apertura a zone di resistenza, come se il dipinto oscillasse continuamente tra costruzione e disfacimento.
Qui il “mondo di mezzo” non è uno spazio atmosferico, ma una condizione fisica e mentale insieme. La pittura si fa luogo di attrito, dove equilibrio e instabilità convivono. Bazzoni non cerca una sintesi, ma accetta la complessità del processo, lasciando che la superficie resti viva, attraversata, mai pacificata.
4.000,00 €
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