Ipotesi di collocazione
Aforisma dell’autore: “Che io sappia, un solo Uomo non ha lasciato in questo mondo alcuna traccia umana di sé se non nell’animo degli uomini.”
In quest’opera, Gennaro Corbi costruisce una riflessione sulla traccia e sulla sua assenza. Un orizzonte oscuro domina la composizione, mentre una superficie chiara e materica si espande come un territorio segnato dal tempo. Al centro, una forma minima, quasi un frammento o una reliquia, emerge come unico punto di concentrazione.
“Che io sappia, un solo Uomo non ha lasciato in questo mondo alcuna traccia umana di sé se non nell’animo degli uomini” orienta la lettura verso una dimensione che trascende la materia. La presenza centrale non è monumento, non è segno celebrativo: è piuttosto una negazione della traccia, un residuo che rimanda a ciò che non può essere fissato nello spazio.
La tensione tra la densità della materia e l’evanescenza del significato suggerisce un ribaltamento: ciò che resta non è visibile, non è archiviabile, non è oggetto. Corbi sottrae alla pittura la funzione di testimonianza per trasformarla in luogo di interrogazione, dove la memoria autentica si colloca altrove—nell’esperienza interiore.
La composizione, essenziale e rigorosa, amplifica questa sospensione, rendendo l’opera una meditazione sul limite tra presenza e scomparsa, tra ciò che si imprime nel mondo e ciò che, invece, sopravvive solo nella coscienza.
1.800,00 €
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