L’albero della vita #2
Aforisma dell’autore: “Le mie età le ho lette sempre e solamente in ciò che mi circonda.”
In quest’opera, Gennaro Corbi trasforma il paesaggio in un dispositivo di lettura del tempo interiore. Una sequenza di fasce orizzontali—scure, terrose, lattiginose—costruisce uno spazio rarefatto, dove la profondità non è geografica ma esistenziale. Sul margine destro, una presenza verticale interrompe l’equilibrio e introduce una tensione silenziosa, come un segno di misurazione o una soglia.
“Le mie età le ho lette sempre e solamente in ciò che mi circonda” suggerisce che il tempo non è qualcosa che si possiede, ma qualcosa che si riflette. Il paesaggio diventa così una superficie sensibile su cui si depositano le trasformazioni dell’individuo: non cronologia, ma percezione; non memoria lineare, ma stratificazione.
La pittura, materica e trattenuta, evita ogni descrizione naturalistica per farsi traccia di attraversamenti. Le variazioni tonali non indicano luoghi, ma stati. Corbi costruisce un equilibrio sottile tra presenza e dissolvenza, dove ogni elemento appare al tempo stesso stabile e transitorio.
L’opera si configura come una meditazione sul rapporto tra identità e ambiente: non esiste un tempo separato dall’esperienza del mondo, ma solo un continuo rimando tra ciò che siamo e ciò che osserviamo.
1.600,00 €
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