Scala di pietra nel buio
Aforisma dell’autore: “Nel buio dell’ultimo tratto, quando ogni appiglio sembra svanire e la pietra sotto i piedi pesa più del passato, resta solo una domanda sospesa: Esiste il perdono, alla fine? Forse.
Ma forse il perdono non è qualcosa che si riceve, bensì qualcosa che si comprende, lentamente, salendo nel buio, un gradino alla volta.”
Una massa rossa, densa e quasi organica, occupa lo spazio inferiore dell’opera come un territorio attraversato, vissuto, consumato. Sopra di essa, emerge una scala che si dissolve nel buio, priva di destinazione visibile, sospesa tra materia e ignoto.
Le parole dell’artista — “Nel buio dell’ultimo tratto… Esiste il perdono, alla fine?” — trasformano questa immagine in un percorso interiore, dove la salita non è progresso ma confronto. Ogni gradino non avvicina a una meta certa, ma costringe a un attraversamento: della memoria, del peso, della responsabilità.
La scala non è un elemento architettonico, ma una struttura simbolica. Non conduce verso la luce, ma si perde nell’oscurità, suggerendo che la comprensione — e forse il perdono — non siano mai pienamente rivelati. La materia stessa sembra opporsi al movimento: il rosso, carico e vibrante, trattiene, mentre la pietra, fredda e stratificata, impone lentezza.
Corbi costruisce un’immagine di resistenza più che di redenzione. Il perdono non appare come un atto conclusivo, ma come un processo incompiuto, che richiede tempo, fatica e consapevolezza. Salire, in questo contesto, non significa superare, ma comprendere — gradino dopo gradino, nel buio.
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