Furto celestiale
Luogo: Gaeta, Latina, Lazio
“Mi sono spesso chiesto dove vada a finire la luna quando non la possiamo vedere. Potreste dire: “dall’altra parte della Terra”. Ma per me non è così semplice; sono convinto che qualcuno la rubi ogni sera e la porti via, e poi la polizia la riacciuffi, arrestando il colpevole. Ho pensato di ambientare questa storia a Gaeta, dove si trova una delle carceri più grandi d’Italia, in un antico castello. Un quadro prende vita anche quando visiti casualmente un luogo che ti colpisce profondamente.”
In Furto celestiale la scena si costruisce come un inseguimento sospeso, in cui la logica narrativa si piega a una dimensione irreale. La guardia e il ladro, figure archetipiche del teatro e del racconto, agiscono in uno spazio privo di gravità, trasformando il conflitto in una coreografia aerea. L’azione non evolve verso una soluzione, ma si cristallizza in un eterno presente, dove il gesto perde la sua funzione pratica e diventa pura rappresentazione. Il paesaggio, ridotto a fondale luminoso, rafforza la natura scenica dell’immagine.
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