Nel giuoco nasce da una suggestione legata a un antico gioco di carte fiorentino: le Minchiate, un passatempo molto diffuso nella Firenze medievale e rinascimentale, soprattutto negli ambienti popolari ma anche tra le classi più colte. Mi ha sempre affascinato il fatto che la città, in quel periodo, venisse vissuta soprattutto in altezza: le case-torri non erano soltanto architetture difensive, ma veri e propri luoghi di vita, sospesi sopra la trama delle strade. Ho immaginato allora che quelle carte fluttuanti fossero i messeri e le madonne che abitavano la città, figure simboliche che attraversano lo spazio urbano come presenze ancora vive. Il gioco, in questo senso, non è semplice intrattenimento, ma una forma di rappresentazione del mondo: ogni numero, ogni figura, rimandava a personaggi e significati precisi, costruendo una sorta di teatro simbolico della società del tempo. Da quella tradizione visiva e narrativa nasceranno poi anche i tarocchi, che delle Minchiate conservano l’aspetto allegorico e visionario. Nel dipinto mi interessava proprio questo intreccio tra città, memoria e immaginazione: una Firenze sospesa tra storia reale e costruzione fantastica, dove il gioco diventa struttura invisibile dello spazio e delle relazioni umane.”

 

In Nel giuoco, Maurizio Vinanti costruisce un’immagine che cattura lo sguardo prima ancora di essere compresa: una città compatta, calda, quasi tattile, improvvisamente attraversata da carte da gioco che scivolano nel cielo come presenze inattese. Le torri verticali ancorano la composizione, ma è nello spazio intermedio—nell’aria—che si svolge realmente l’azione.

Le carte non cadono né volano: restano sospese in un equilibrio ambiguo, come se il tempo fosse momentaneamente trattenuto. Il personaggio inscritto nella carta dominante introduce una dimensione narrativa immediata, quasi teatrale, ma priva di soluzione: è gesto, non racconto concluso. L’osservatore è così coinvolto in una dinamica percettiva instabile, costretto a oscillare tra riconoscimento e straniamento.

La luce netta e il cielo compatto amplificano questa sensazione di sospensione, mentre il ritmo serrato dei tetti e delle architetture crea una trama visiva densa, che contrasta con la leggerezza degli elementi fluttuanti. Ne emerge un’immagine in cui il quotidiano è incrinato da una logica altra, sottile ma persistente.

Nel giuoco non rappresenta il gioco: lo mette in atto, trasformando lo spazio urbano in un momento di tensione silenziosa, in cui ogni elemento sembra sul punto di mutare posizione o significato.

1.400,00 

Tecnica: Olio e acrilico su tavola polimaterica
Anno di produzione: 2011
Dimensione: 60x70cm
Profondità: 0,8cm
Incorniciato:
Misure cornice: 60x70x4
Certificato:

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