Terra mia

In Terra mia, Dora Romano affronta il tema dell’appartenenza attraverso una figura femminile sospesa tra presenza fisica e dimensione simbolica. Il volto, rappresentato frontalmente e con una precisione quasi tattile, stabilisce un rapporto diretto con lo spettatore, mentre la neutralità dello sfondo elimina ogni riferimento geografico o narrativo. La “terra” evocata dal titolo non è dunque un luogo riconoscibile: sembra appartenere piuttosto alla sfera della memoria e dell’identità.

Al centro della composizione si trova ancora una volta il corpo, inteso non semplicemente come oggetto della rappresentazione, ma come luogo nel quale l’identità prende forma. Sulla spalla compare una grande farfalla, elemento già presente nella ricerca dell’artista e qui particolarmente significativo. La sua presenza suggerisce trasformazione e libertà, ma anche un legame intimo con la figura, come se la metamorfosi fosse ormai diventata parte della sua stessa identità.

Il sottile filo che accompagna la farfalla lungo la spalla e il torace introduce una tensione tra movimento e appartenenza. La creatura sembra pronta a liberarsi, ma rimane contemporaneamente connessa al corpo. Il legame può essere letto come una metafora delle radici: ciò che ci appartiene può essere anche ciò da cui desideriamo allontanarci, senza per questo smettere di far parte di noi.

Lo sguardo della donna, diretto verso lo spettatore, rafforza questa dimensione identitaria. Non è uno sguardo interrogativo quanto piuttosto consapevole, quasi come se la figura affermasse silenziosamente la propria presenza e il proprio diritto a definire il proprio territorio.

Il titolo Terra mia amplia quindi il significato del ritratto. La terra può essere intesa come luogo d’origine, memoria, appartenenza, ma anche come metafora dello spazio interiore che ciascun individuo riconosce come proprio.

Romano costruisce così un’immagine nella quale corpo, identità e appartenenza coincidono. La figura non porta semplicemente un simbolo sulla pelle: sembra abitare essa stessa un territorio intimo, fatto di ricordi, legami e possibilità di trasformazione.

In questa prospettiva, Terra mia diventa un’opera sulla ricerca di un luogo — fisico o interiore — nel quale poter riconoscere se stessi.

1.000,00 

Tecnica: Olio su tela
Anno di produzione: 2013
Dimensione: 50x50cm
Profondità: 2cm
Incorniciato:
Misure cornice: 53x53x3
Certificato:

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