Gioco in piazza
“L’ispirazione per quest’opera nasce da un ricordo molto preciso della mia infanzia, legato ai lunghi pomeriggi estivi trascorsi in campagna, a casa degli zii. Con gli altri bambini ci sedevamo in mezzo alla strada e giocavamo per ore lanciando le carte verso un muro: vinceva chi riusciva ad avvicinarsi di più. Era un gioco semplice, quasi povero, ma capace di assorbire completamente il nostro tempo e la nostra immaginazione. Usavamo un vecchio mazzo di carte — credo piacentine — consumato dall’uso e appartenente a una delle famiglie del posto. Quelle carte, passate di mano in mano, finirono per diventare molto più di un semplice oggetto da gioco: erano il centro di un piccolo universo fatto di attesa, precisione, rivalità e complicità. Ripensando oggi a quei momenti, mi colpisce soprattutto la capacità che avevamo di trasformare uno spazio qualunque in un mondo autonomo, regolato da regole minime ma assolute. In fondo, il dipinto nasce proprio da quella memoria: dal tentativo di restituire la dimensione sospesa e totalizzante del gioco infantile.”
In Gioco in Piazza, Maurizio Vinanti costruisce uno spazio urbano attraversato da dinamiche di casualità, strategia e trasformazione. La piazza, elemento centrale della tradizione architettonica italiana e luogo storico della relazione collettiva, viene riconfigurata come un sistema instabile in cui il gioco agisce come principio strutturale.
Le carte sospese non funzionano come semplici elementi decorativi o narrativi, ma come segni attivi che modificano la percezione dello spazio. La loro presenza altera le gerarchie tra figura, architettura e ambiente, introducendo una logica aperta fondata sulla possibilità e sulla continua ridefinizione delle relazioni.
Le figure raccolte al centro della scena non appaiono isolate dal contesto, ma immerse in un dispositivo che supera la dimensione del gioco tradizionale per assumere una valenza più ampia: il gioco come modello di organizzazione del reale, come sistema di scelta, rischio e configurazione.
All’interno della serie Geographies of Play, l’opera propone una visione dello spazio come campo dinamico e reversibile, in cui ordine e imprevisto coesistono senza mai stabilizzarsi definitivamente.
1.400,00 €
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