Le tante anime della luce
Aforisma dell’autore: “La luce ha sempre il colore dei nostri pensieri.”
Il dipinto si struttura come una soglia. Una fenditura attraversa la materia pittorica, separando e al tempo stesso connettendo due dimensioni: quella opaca e silenziosa della superficie e quella vibrante, quasi segreta, che si intravede al di sotto. È proprio in questo scarto che si manifesta la luce.
Le parole dell’artista — “La luce ha sempre il colore dei nostri pensieri” — trovano qui una traduzione visiva potente. La luce non è mai neutra: si insinua nella frattura come una traccia pulsante, punteggiata da bagliori, da piccoli eventi luminosi che sembrano seguire un percorso mentale più che fisico. Non è una luce naturale, ma una luce interiore, instabile, soggettiva.
La presenza dei colori caldi nascosti nella fenditura — rossi, gialli, tonalità incandescenti — suggerisce un livello profondo, emotivo, quasi inconscio. Ciò che appare in superficie è contenuto, trattenuto; ciò che si cela sotto vibra invece di una vita più intensa, come se la vera visione fosse sempre parziale, sempre filtrata.
L’opera mette così in discussione l’idea stessa di percezione: non vediamo la luce per ciò che è, ma per ciò che siamo. Ogni osservatore, ogni sguardo, genera una luce diversa. In questo senso, la pittura diventa uno spazio di proiezione, dove il visibile si trasforma continuamente in esperienza interiore.
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