“Ricordi è una riflessione visiva sul modo in cui la memoria agisce all’interno della nostra mente, una dimensione astratta fatta di frammenti, colori ed emozioni. Per me, i ricordi non sono mai statici o definiti, ma piuttosto un flusso continuo di complessità e caos che si intreccia e si trasforma col passare del tempo.

Attraverso l’espressionismo astratto geometrico, ho cercato di dare forma a questo processo dinamico. Le geometrie nel dipinto si sovrappongono, si disgregano e si ricompongono, proprio come fanno i nostri ricordi, che fluttuano e cambiano aspetto a seconda del nostro vissuto e del tempo che passa. Ogni frammento visivo è una parte di un’emozione, un riflesso di qualcosa che non possiamo afferrare pienamente, ma che sentiamo e viviamo in continua trasformazione. “Ricordi” è il tentativo di catturare quell’istante fugace, quell’attimo in cui la memoria si cristallizza e si dissolve, lasciando spazio a nuovi intrecci di emozioni e significati.”

In Ricordi, Antonio Minervini affronta il tema della memoria come processo dinamico, instabile e in continua trasformazione, restituendone una rappresentazione visiva che sfugge a ogni fissità. Come suggerisce l’artista, il ricordo non è mai un’immagine definitiva, ma un intreccio di frammenti, emozioni e percezioni che si modificano nel tempo, riorganizzandosi secondo nuove relazioni e significati.

La composizione si sviluppa come un campo denso e stratificato, in cui le forme geometriche si sovrappongono, si spezzano e si ricompongono, evocando il funzionamento della memoria stessa. Non esiste una linearità narrativa: ogni elemento appare come un residuo, una traccia, un frammento di esperienza che convive con altri in una tensione continua tra presenza e dissolvenza.

Al centro della composizione emerge una forma che richiama una mano, elemento raro e significativo nella pratica di Minervini. Questa presenza introduce una dimensione quasi corporea e relazionale: è il gesto del trattenere, del cercare di afferrare ciò che, per sua natura, tende a sfuggire. La mano diventa così metafora del tentativo umano di dare forma e stabilità alla memoria, pur nella consapevolezza della sua inevitabile mutabilità.

Il colore, intenso e contrastato, amplifica la dimensione emotiva dell’opera. Le campiture si alternano tra armonia e frattura, costruendo un ritmo visivo che riflette la natura ambivalente del ricordo: insieme vivido e incerto, presente e distante. Il fondo scuro agisce come uno spazio profondo, quasi inconscio, da cui emergono e in cui si dissolvono le immagini.

Coerentemente con la poetica dell’artista, anche Ricordi non impone un orientamento univoco. L’opera può essere installata a parete in qualsiasi direzione, senza un verso privilegiato. Ogni rotazione modifica la lettura della composizione, ridefinisce le gerarchie e suggerisce nuove connessioni tra i frammenti, sottolineando come anche la memoria sia un sistema aperto, in costante riscrittura.

L’opera si configura così come una meditazione visiva sul tempo e sull’identità, invitando lo spettatore a confrontarsi con la natura fluida del ricordo, con ciò che resta e ciò che si trasforma, in un equilibrio fragile e sempre rinnovato tra presenza e perdita.

1.700,00 

Tecnica: Acrilico su tela
Anno di produzione: 2021
Dimensione: 70x100cm
Profondità: 2cm
Incorniciato: No
Certificato:

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