Bolla Paesana
Luogo: Paesaggio di fantasia
“Ho sempre immaginato un piccolo paese come un luogo a se stante, che si protegge dall’esterno, a volte in modo abbastanza ridicolo.”
Un piccolo paese si raccoglie all’interno di una bolla di sapone, sospeso tra fragilità e perfezione. La superficie trasparente isola e protegge, ma allo stesso tempo rivela la natura precaria di ciò che contiene: un mondo intero racchiuso in un equilibrio temporaneo.
Il gesto che genera la bolla — infantile, ludico — produce una cosmologia in miniatura. Il paesaggio diventa oggetto, il territorio si comprime in una forma chiusa e autosufficiente, trasformandosi in visione privata. Non è più spazio da abitare, ma immagine da osservare, da custodire per un istante prima della dissoluzione.
L’opera mette in tensione intimità e instabilità: ciò che appare protetto è in realtà esposto alla scomparsa. La casa, il paese, la memoria stessa si rivelano come costruzioni leggere, trattenute da una superficie sottile quanto un respiro.
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